Truffe del pellet: consigli utili per difendersi

truffe del pellet
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I rialzi nel prezzo e la scarsa disponibilità di materiale hanno portato ad un aumento delle truffe del pellet basate su offerte allettanti a cui però non segue la consegna della merce. Ecco alcuni consigli di base per evitare brutte sorprese

La “tempesta perfetta” che sta vivendo il mercato del pellet, alimentata da un fitto insieme di fattori, ha portato ad un forte rialzo dei prezzi del pellet e una scarsa disponibilità di materiale sul mercato.

Facendo leva sulle preoccupazioni dei consumatori, sono quindi aumentati progressivamente i casi di truffe del pellet soprattutto su siti online dove è acquistabile a prezzi particolarmente allettanti a cui però, incassato l’importo pattuito, tipicamente non fa seguito la consegna della merce al consumatore finale.

In alcuni casi, simili truffe hanno riguardato persino la vendita di intere partite di merce, colpendo quindi rivenditori e operatori del settore e con danni economici ancor più rilevanti.

Quello delle truffe online è un fenomeno odioso, esploso durante la pandemia a causa del forte aumento degli acquisti online; sono infatti innumerevoli i casi di cronaca in cui le Forze di polizia sono intervenute contro questi illeciti. Tuttavia, il meccanismo di contrasto difficilmente può basarsi solo sulle presunte “intenzioni” malevoli dell’offerente. In altre parole, i reati possono essere perseguiti più efficacemente quando sono stati ormai compiuti a danno degli acquirenti.

È quindi importante che i consumatori e i rivenditori adottino una prudenza particolare, seguendo alcuni consigli che, seppur semplici, spesso si rivelano sufficienti ed efficaci nell’evitare brutte sorprese:

  • diffidare delle offerte con prezzi irragionevoli o particolarmente allettanti, anche per mettersi al riparo da possibili contestazioni riconducibili al cosiddetto “incauto acquisto”;
  • affidarsi a operatori del settore seri, noti e riconoscibili, e a piattaforme ad essi riconducibili in modo chiaro e inequivoco;
  • verificare l’effettiva esistenza e la coerenza delle informazioni riconducibili al soggetto offerente, tra cui la validità della partita Iva, la ragione sociale e le attività dell’azienda, la coerenza delle coordinate di pagamento;
  • in caso di dubbi, è opportuno contattare telefonicamente l’esercente cercandone i contatti su altre piattaforme per verificare che non sia stato a sua volta vittima di un “furto d’identità”, come spesso accade;
  • verificare la coerenza dell’offerta con altre e ulteriori informazioni disponibili su diverse piattaforme. Ad esempio, può essere verificata la corrispondenza tra le immagini dei prodotti certificati ENplus® e le grafiche approvate disponibili sul relativo database: immagini d’archivio o difformità possono indicare la scarsa qualità della piattaforma di vendita;
  • compiere un’accurata ricerca online di eventuali recensioni ed esperienze di altri utenti, non trascurando nessuna piattaforma – inclusi, quindi, i social network.

Nel malaugurato caso in cui un consumatore o un rivenditore fossero vittime di una truffa online, è opportuno rivolgersi tempestivamente alle Forze di polizia per aumentare l’efficacia del contrasto a questi reati.