Mercato del pellet 2024 all’insegna della stabilità

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Il mercato del pellet 2024 si preannuncia stabile e non più soggetto ai forti squilibri tra domanda e offerta che lo hanno caratterizzato nel 2022

Il Gruppo di lavoro sul pellet, presieduto da AIEL in seno a Bioenergy Europe, si è riunito lo scorso 20 marzo per fare il punto sull’andamento internazionale del mercato, con particolare attenzione alle condizioni del segmento domestico in Europa e di quello industriale a livello globale.

Le relazioni principali, a cura di Manolis Karampinis (Bioenergy Europe) ed Erisa Senerdem (Argus Media), hanno suggerito che il mercato del pellet 2024 in Europa dovrebbe caratterizzarsi positivamente in termini di stabilità e assenza di squilibri significativi tra domanda e offerta.

Mercato del pellet 2024 a uso industriale

Le dinamiche di mercato nei primi mesi del 2024 appaiono simili a quelle del primo semestre 2023; i livelli di stock sono elevati e anche a causa della depressione dei consumi dovuta a un inverno particolarmente mite. Attualmente, la domanda di energia da biomasse nel Regno Unito è decisamente più sostenuta di quanto avviene nell’Europa continentale e questa situazione potrebbe protrarsi almeno fino all’estate. Nel 2024 il mercato industriale dovrebbe registrare una volatilità inferiore a quella del 2023, senza particolari squilibri tra domanda (consumo) e offerta (produzione).

Domanda variabile in Regno Unito ed Europa continentale

Il consumo di pellet nel Regno Unito è aumentato a partire dall’ottobre 2023, poiché il meccanismo finanziario di incentivazione (CfD) ha reso nuovamente competitivo il pellet. Anche l’avvio del nuovo impianto MGT Teeside ha spinto a rialzo i consumi. Ciononostante, l’impatto sul mercato regolato da contratti a breve termine (spot) è stato minimo, grazie ai buoni livelli di stoccaggio. Le previsioni indicano che i consumi del mercato britannico rimarranno sostenuti almeno fino all’estate, sia per le prospettive favorevoli dei contratti finanziari, sia perché non sono previste interruzioni significative nella generazione elettrica a causa di manutenzioni programmate.

Nell’Europa continentale il quadro è più incerto e debole, a causa delle condizioni meteorologiche miti, dall’alto livello degli stock e dai prezzi dell’energia. Inoltre, alcune interruzioni programmate di lunga durata per alcune unità di generazione a pellet dovrebbero indebolire la domanda nel secondo trimestre del 2024. Nondimeno, nel 2023 sono state registrate più interruzioni di quanto finora avvenuto nel 2024, e gli interventi di manutenzione fanno comunque parte della consuetudine operativa delle centrali elettriche.

Offerta in crisi nei Paesi baltici, ai massimi negli Stati Uniti

Di un certo interesse è la situazione dei Paesi Baltici, dove il notevole aumento dei costi delle materie prime ha reso i produttori locali meno competitivi, quantomeno sui mercati spot del mercato industriale europeo del pellet. La regione ha quindi perso la sua caratteristica di fornitore “di riserva” per questo segmento di mercato e si pensa che i fornitori locali (così come quelli portoghesi) potrebbero presto ridurre i livelli produttivi. Anche i dati commerciali e doganali suggeriscono che le esportazioni baltiche si siano contratte dapprima nel 2022 e ulteriormente nel 2023.

Al contrario, la produzione di pellet negli Stati Uniti nel 2023 ha raggiunto livelli record, con esportazioni più che raddoppiate anche verso il Giappone, facendo seguito all’intervento dei produttori statunitensi in sostituzione dell’offerta russa fin dal 2022. Diversamente, il mercato canadese nel 2023 ha registrato un calo della produzione e delle esportazioni, a causa di distorsioni nelle catene di approvvigionamento dovute a incendi, tempeste e alla chiusura del Canale di Panama.

Si segnala infine che il procedimento per bancarotta del colosso americano Enviva non dovrebbe ridurne l’operatività nel breve periodo: da un lato, il percorso finanziario dell’azienda dovrebbe portare alla ristrutturazione di 1 miliardo di dollari di debito, dall’altro, l’azienda si è assicurata un finanziamento di 500 milioni di dollari per garantire la propria operatività e per completare la costruzione di un nuovo impianto in Alabama con una capacità produttiva annua di 1,2 milioni di tonnellate di pellet, il cui avvio è previsto nella prima metà del 2025.

Costi dell’energia e contratti a lungo termine

Complessivamente, i prezzi spot del mercato del pellet a uso industriale sono scesi significativamente nel primo trimestre 2023 dopo i picchi registrati alla fine del 2022, e sembrano essersi ora stabilizzati su livelli superiori a quelli storici pre-crisi (grafico 1).

Grafico 1 – Prezzo spot del pellet (2016 – 2024)

Mercato del pellet 2024

Rispetto ai costi dei diversi combustibili per la generazione elettrica, fin dall’inizio del 2023 si assiste a una maggiore interazione tra pellet, carbone e gas naturale e la forbice dei costi energetici è particolarmente ristretta (grafico 2). In prospettiva, questo potrebbe impattare sulla combustione di pellet nelle centrali elettriche a co-combustione (co-firing) e una ridotta spinta all’uso di pellet in assenza di meccanismi incentivanti di supporto.

Grafico 2 – Costi di pellet, carbone e gas per la generazione elettrica

Mercato del pellet 2024

Ciononostante, gli operatori del settore ritengono che la situazione altalenante dei prezzi delle materie prime, del pellet e dell’energia non intaccherà la predominanza dei contratti di fornitura di lungo periodo nel mercato industriale, che attualmente assicurano il 70-90% dei volumi richiesti.

Mercato del pellet 2024 a uso residenziale

Consumi e prezzi calano

Gli inverni particolarmente miti che hanno caratterizzato le ultime due stagioni termiche e depresso i consumi potrebbero essere indice di un trend in progressivo consolidamento, conseguenza diretta del cambiamento climatico. Se così fosse, il futuro potrebbe riservare un declino strutturale dei consumi di pellet a uso residenziale – così come quello di altri combustibili.

Alti livelli di stock e consumi ridotti sono gli elementi che caratterizzano attualmente il mercato europeo del pellet, cosa che ha portato a una consistente flessione nei livelli di prezzo al consumo. Infatti, così come nelle forniture spot del semento industriale, le quotazioni del pellet residenziale hanno vissuto un forte calo rispetto ai picchi del 2022 anche nel settore e si sono ora stabilizzate su livelli leggermente superiori alle medie storiche (grafico 3).

Grafico 3 – Evoluzione del prezzo del pellet al sacco in 7 mercati europei (€/t, IVA inclusa)

Mercato del pellet 2024

La capacità produttiva aumenta

In Austria, Francia e Svezia sono stati annunciati diversi piani per la costruzione di nuovi impianti di produzione di pellet. Allo stesso tempo, i costi delle materie prime non sembrano diminuire alla stessa velocità di quanto avvenuto per le quotazioni del pellet, e la situazione contingente del mercato potrebbe spingere alcuni impianti a ridurre i propri volumi produttivi. Questi fattori potrebbero quindi ritardare l’avvio di nuovi progetti e impianti di produzione.

La certificazione ENplus® si consolida

ENplus® rimane il leader di mercato per la certificazione della qualità del pellet premium, con volumi record di produzione certificata (grafico 4). Tra i primi 5 Paesi produttori di pellet certificato ENplus®, l’Austria ha registrato un aumento significativo nel biennio 2022-2023, in linea con l’aumento complessivo della propria capacità produttiva. Anche in Estonia e nei Paesi baltici i volumi di ENplus® sono in aumento, riflette il progressivo passaggio dei produttori locali al mercato premium rispetto a quelli industriale.

Grafico 4 – Produzione mondiale di pellet certificato ENplus®

Risalgono le vendite di apparecchi a pellet

I primi mesi del 2024 sembrano segnare una incoraggiante e marcata inversione di tendenza nelle vendite di apparecchi a pellet, dopo il drammatico calo segnato nel 2023, non solo rispetto ai valori massimi registrati nel 2022 ma anche a quelli medi storici.

Nondimeno, la riduzione delle vendite di apparecchi a pellet registrata nel 2023 deve essere inquadrata nel più ampio contesto del mercato europeo degli apparecchi per il riscaldamento domestico, dove alcuni segnali suggeriscono che anche le vendite di pompe di calore abbiano subito una contrazione.

Altra nota positiva sono i buoni livelli di incentivazione per l’installazione di caldaie a pellet offerti in Austria e Germania – in quest’ultimo caso, dopo alcuni approcci governativi piuttosto ondivaghi. Ci si aspetta che le vendite possano quindi segnare un forte rialzo, come confermano le oltre 20.000 caldaie a pellet vendute in Austria nel primo trimestre 2024, valore che eguaglia quello dell’intero 2022: il migliore anno di sempre, finora!

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