Come evitare le frodi carosello nel pellet e perché AIEL guarda alla Procura europea

come evitare le frodi carosello
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Prezzi incoerenti, intermediari poco strutturati e documentazione opaca sono indicatori di rischio. Alcune verifiche preliminari possono aiutare le aziende a dimostrare la propria diligenza ed evitare contestazioni fiscali, e persino penali. AIEL valuta il coinvolgimento della Procura europea

Nell’approfondimento sul funzionamento delle cosiddette frodi carosello nel mercato del pellet, è stato spiegato come operano i meccanismi evasivi basati su società “cartiere”, operazioni intracomunitarie e mancato versamento dell’IVA.

Si tratta di fenomeni che possono produrre effetti anche sugli operatori a valle della filiera (importatori, grossisti, intermediari e rivenditori) qualora l’Amministrazione finanziaria ritenga che questi sapessero, o avrebbero dovuto ragionevolmente sospettare, l’esistenza della frode.

In questo articolo il focus si sposta su aspetti più operativi: quali verifiche effettuare, quali segnali d’allarme non sottovalutare e quali iniziative AIEL sta sviluppando per aumentare la consapevolezza degli operatori rispetto ai rischi legati alle frodi IVA nel comparto pellet.

I controlli essenziali e i segnali d’allarme

Nel contesto delle frodi carosello non esiste una singola verifica risolutiva. La tutela dell’operatore passa piuttosto attraverso un insieme di controlli preliminari, documentati e coerenti con la normale diligenza professionale richiesta a chi opera nella filiera.

In presenza di offerte particolarmente competitive, nuovi intermediari o filiere commerciali poco trasparenti, è opportuno approfondire con attenzione l’effettiva operatività della controparte commerciale, verificando non soltanto gli aspetti formali, ma anche la concreta struttura aziendale, la coerenza economica dell’operazione e la plausibilità dei flussi commerciali proposti.

L’esperienza maturata nel settore e la giurisprudenza individuano alcuni segnali ricorrenti che, soprattutto se presenti contemporaneamente, possono rappresentare indicatori di rischio:

  • prezzi significativamente inferiori ai normali valori di mercato;
  • società di recente costituzione, con scarsa operatività o frequenti modifiche societarie;
  • assenza di una reale struttura aziendale, logistica o commerciale;
  • capitale sociale minimo rispetto ai volumi trattati;
  • filiere caratterizzate da numerosi intermediari o passaggi commerciali poco giustificabili;
  • richieste di fatturazione incoerenti o utilizzo di soggetti diversi da quelli coinvolti nelle trattative;
  • documentazione incompleta, contraddittoria o difficilmente verificabile;
  • contatti limitati a cellulari, email generiche o canali informali;
  • presenza dello stesso marchio o prodotto presso operatori tra loro non collegati;
  • operatori già noti nel settore per pratiche commerciali poco trasparenti.

Accanto a questi aspetti, è opportuno verificare elementi essenziali quali la visura camerale, la continuità operativa dell’azienda, il deposito dei bilanci, la presenza di personale, magazzini o mezzi compatibili con l’attività svolta e la congruità economica dell’offerta rispetto ai normali prezzi di mercato.

Questi elementi, anche se singolarmente non decisivi, possono nel loro insieme costituire indizi rilevanti di una possibile frode e incidere sulla valutazione della diligenza dell’operatore.

Le attività di AIEL

Il tema delle frodi carosello nel settore del pellet è da tempo oggetto di attenzione da parte di AIEL, alla luce dei possibili effetti distorsivi sul mercato, della concorrenza sleale verso gli operatori corretti e dei rischi fiscali che possono ricadere anche sugli anelli regolari della filiera.

Negli ultimi mesi l’Associazione ha avviato approfondimenti specifici sul fenomeno, anche con il supporto di professionisti specializzati in diritto penale tributario e frodi IVA intracomunitarie. In particolare, è stata valutata la predisposizione di un esposto alla Procura europea istituita per il contrasto dei reati lesivi degli interessi finanziari dell’Unione (European Public Prosecutor’s Office – EPPO). Il coinvolgimento di EPPO si giustifica con la natura spesso transnazionale delle frodi IVA nel commercio del pellet. EPPO dispone infatti di competenze specifiche sulle frodi IVA transnazionali e opera attraverso un coordinamento centralizzato a livello europeo.

Il tema è stato discusso nel Comitato operativo del Gruppo Pellet AIEL e successivamente approfondito nell’Assemblea del Gruppo Pellet del 23 aprile 2026, che si è espressa favorevolmente rispetto all’avvio dell’iniziativa.

Parallelamente, AIEL continua a sostenere la necessità di una riduzione dell’IVA sul pellet al 10%, ritenendo che un’aliquota particolarmente elevata possa incentivare fenomeni evasivi e sommersi.

L’obiettivo delle attività avviate da AIEL non è soltanto contrastare eventuali fenomeni fraudolenti, ma anche aumentare la consapevolezza degli operatori e contribuire a tutelare le aziende corrette da possibili contestazioni legate a meccanismi evasivi sviluppati a monte della filiera.