Uno degli errori più frequenti nella compilazione delle pratiche del Conto Termico 3.0 riguarda la potenza da considerare. In alcuni casi occorre fare riferimento alla potenza del singolo generatore, in altri alla potenza complessiva dell’impianto. Sbagliare questo aspetto può influenzare elementi essenziali del progetto e della pratica.
In sintesi
Non esiste un unico riferimento valido per tutti gli aspetti ma a seconda del requisito si considerano:
- La potenza del generatore o dei generatori;
- La potenza dell’impianto;
- La somma delle potenze dei generatori incentivati;
- Configurazioni ante operam o post operam.
Quando la potenza è importante nel Conto Termico 3.0
Innanzitutto è utile ricordare che la potenza incide per i seguenti aspetti dell’intervento III.C del Conto Termico:
- il calcolo dell’incentivo;
- il numero e la durata delle rate;
- limite massimo incentivabile;
- l’incremento di potenza;
- l’obbligatorietà (e la conseguente ammissibilità come costo) di diagnosi energetica ante operam ed APE post operam;
- obbligatorietà della contabilizzazione del calore e della comunicazione annuale al GSE;
- accumulo termico (puffer) minimo di 20 l/kW;
- obbligatorietà del sistema di separazione secondario delle polveri;
- rapporto tra potenza della pompa di calore e della caldaia in un impianto ibrido factory made;
- accesso al catalogo dei prodotti prequalificati.
Come si calcola la potenza in base ai requisiti
Chiaramente non si applica in tutti i casi allo stesso modo, per cui abbiamo ritenuto di produrre una tabella di riepilogo da utilizzare come promemoria.
| Requisito | Applicazione | Valore di riferimento |
| Calcolo dell’incentivo | Impianto (somma dei generatori installati ed ammissibili all’incentivo) | – |
| Numero e durata delle rate | Impianto (somma dei generatori installati ed ammissibili all’incentivo) | 2 rate fino a 35 kW e 5 rate oltre i 35 kW. |
| Limite massimo di potenza | Impianto (somma dei generatori installati ed ammissibili all’incentivo) | ≤ 2.000 kW |
| Incremento di potenza | Confronto tra la potenza[1] dell’ impianto termico[2] nella fase ex ante e l’impianto termico nella fase ex post[3]. | L’incremento può essere ≤ al 10%. |
| Diagnosi energetica e APE | Impianto termico nella configurazione ante operam[4]. | ≥ 200 kW |
| Contabilizzazione del calore | Impianto termico[5] nella configurazione post operam. | > 200 kW |
| Accumulo termico minimo | Generatore singolo installato | ≤ 500 kW |
| Sistema di abbattimento del particolato primario | Generatore singolo installato | > 500 kW |
| Rapporto sistema ibrido | Generatori del sistema ibrido | ≤ 0,5 |
| Catalogo prequalificati | Generatore |
La potenza nominale utile è sempre il riferimento
Come chiarito dal capitolo 12.6 delle Regole Applicative del Conto Termico 3.0, la grandezza di riferimento è sempre la potenza termica nominale utile a pieno carico dichiarata dal fabbricante del generatore.
[1] Nel caso di impianti ibridi si considera esclusivamente la potenza della caldaia e non della pompa di calore…
[2] Compresi i generatori che non sono sostituiti.
[3] Compresi i generatori che rimangono in esercizio.
[4] Il requisito vale anche in caso di incremento della potenza nella configurazione post operam che porti la potenza oltre la soglia deve essere effettuata la diagnosi.
[5] I contabilizzatori si applicano esclusivamente ai generatori installati con il conto termico.

