Il Bando biomassa di Bolzano ha già erogato 4,7 milioni di euro per sostituire impianti termici a legna sopra i 35 kW. L’iniziativa registra alta adesione e punta su tecnologie efficienti come il cippato. I risultati mostrano un forte calo delle emissioni di PM10 e CO, confermando l’efficacia del rinnovo degli impianti a biomassa
Il Bando biomassa di Bolzano dedicato alla sostituzione degli impianti termici centralizzati a legna sta producendo risultati concreti, sia sul fronte degli investimenti sia su quello ambientale. A due anni dall’avvio, l’iniziativa ha già mobilitato circa 4,7 milioni di euro di incentivi, confermando un forte interesse da parte di cittadini e imprese.
Il programma, attivo fino al 30 giugno 2027, punta a rinnovare gli impianti a biomassa con potenza superiore a 35 kW installati prima del 2003, diffusi soprattutto in condomini, hotel e aziende dell’Alto Adige.
Domande e contributi: numeri in crescita
Tra gennaio 2024 e aprile 2026 sono state presentate 148 domande, di cui 101 da privati e 47 da imprese. Il contributo medio si attesta intorno ai 32.000 euro per intervento, segno di investimenti rilevanti su impianti di medio-grande taglia.
Le risorse iniziali, pari a circa 3,6 milioni di euro e finanziate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, si sono esaurite rapidamente. Per questo, nell’agosto 2025 la Provincia autonoma di Bolzano ha rifinanziato il bando con ulteriori 1,1 milioni di euro, coprendo altre 35 richieste.
Un segnale chiaro: la domanda di rinnovo degli impianti a biomassa è alta e strutturale.
Quali impianti vengono installati
Il Bando biomassa di Bolzano ha portato alla sostituzione di 148 impianti, di cui 85 sono impianti a cippato di legna (57%), 58 impianti a legna spezzata (39%) e 5 impianti a pellet (3%), e all’installazione di 156 nuovi impianti installati. Un dato interessante riguarda la tipologia di impianti installati: il cippato di legna domina nettamente il mercato seguito dalla legna spezzata, confermando il ruolo centrale della biomassa legnosa nei sistemi termici di maggiore potenza. Sono stati installati 100 nuovi impianti a cippato che rappresentano il 64% del totale delle nuove installazioni. Seguono pellet (20 impianti pari al 13%), legna (14 nuovi impianti pari al 9%), 12 sistemi combinati a pellet/legna (8%) e, fanalino di coda, 10 pompe di calore (6%).

Impatto ambientale: emissioni quasi azzerate
Uno degli obiettivi principali del Bando biomassa di Bolzano è la riduzione delle emissioni degli impianti più datati. I risultati sono netti:
- le emissioni di PM10 scendono da circa 9,7 a 0,4 tonnellate annue (-95,6%)
- le emissioni di monossido di carbonio (CO) passano da 74 a 0,8 tonnellate annue (-98,9%)
Il miglioramento è legato soprattutto al salto tecnologico: negli ultimi vent’anni gli impianti a biomassa hanno raggiunto livelli di efficienza e controllo delle emissioni estremamente elevati.
Perché il bando biomasse di Bolzano si concentra sui grandi impianti
Nel caso degli impianti sopra i 35 kW, è l’impiantistica a incidere maggiormente sulle emissioni. Per questo motivo la Provincia ha scelto di intervenire prioritariamente su questa fascia, dove la sostituzione genera i benefici ambientali più rilevanti.
Un impianto moderno può arrivare a emettere fino al 90% in meno di polveri sottili rispetto a uno installato prima del 2003.
Scadenze del bando
Il Bando biomassa di Bolzano resterà ancora attivo con due finestre temporali:
- fino al 30 giugno 2026;
- dal 1° gennaio al 30 giugno 2027.
Le domande devono essere presentate all’Ufficio provinciale Aria e rumore.
Un modello da osservare
Gli incentivi per gli impianti termici a legna in Alto Adige stanno funzionando: alta adesione, fondi rapidamente esauriti e risultati ambientali molto rilevanti. L’esperienza di Bolzano dimostra come un sistema di incentivi ben strutturato possa accelerare il rinnovo tecnologico degli impianti a biomassa, riducendo in modo significativo le emissioni senza abbandonare una fonte energetica rinnovabile e radicata sul territorio.

