Certificazione BiomassPlus: qualità, incentivi e vantaggi per la biomassa legnosa

Certificazione BiomassPlus
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La certificazione BiomassPlus garantisce qualità, tracciabilità e sostenibilità dei biocombustibili legnosi. Scopri perché è diventata lo standard per accedere agli incentivi, migliorare le prestazioni degli impianti e ridurre le emissioni, con dati aggiornati sulla diffusione del marchio in Italia e in Europa

L’Autore di questo articolo è Giovanni Rossetto, referente Gruppo produttori professionali biomasse di AIEL

In Italia, l’energia derivante dal legno rappresenta una risorsa strategica fondamentale, posizionandosi come la seconda fonte di calore dopo il gas naturale. Con una quota del 65,7% dell’energia termica rinnovabile nel settore residenziale, la biomassa non è solo una tradizione, ma un componente essenziale del mix energetico nazionale.

Proprio per questo motivo, anche a fronte di normative ambientali sempre più stringenti e della necessità di tutelare la qualità dell’aria, è fondamentale assicurare che i prodotti immessi sul mercato siano conformi a rigorosi requisiti di qualità. In questo scenario, la certificazione BiomassPlus diventa una garanzia oggettiva per l’acquirente. La costante crescita delle adesioni ai sistemi di certificazione, infatti, attesta che l’utente finale si orienta con sempre maggiore attenzione verso prodotti certificati.

La qualità del biocombustibile

Nel fitto intreccio di certificazioni che gravano sull’operatore del legno, la certificazione di qualità rappresenta un vantaggio strategico sul prodotto.

Per il professionista, aderire al marchio significa emergere all’interno del mercato, garantendo:

  1. Qualità di prodotto e di processo, dotandosi dei requisiti infrastrutturali idonei ad assicurare nel tempo standard conformi alla norma ISO 17225;
  2. Tracciabilità e legalità, come previsto dalla normativa in vigore;
  3. Sostenibilità ambientale, come conseguenza di una filiera legale e trasparente.

Lo schema di certificazione BiomassPlus, quindi, valorizza la biomassa come un combustibile tecnologico d’avanguardia, capace di soddisfare i requisiti imposti da normative ambientali sempre più stringenti e restrizioni imposte da un numero crescente di amministrazioni territoriali.

Per l’utilizzatore finale, BiomassPlus si concretizza con:

  1. Trasparenza d’acquisto al netto delle caratteristiche tecniche verificabili, che ne giustificano il valore;
  2. Aumento della resa termica dovuto al controllo rigoroso dell’umidità, per estrarre il massimo calore da ogni kg di materiale;
  3. Minore produzione di residui per allungare la vita utile di stufe e caldaie e ridurre gli interventi di manutenzione.

Grafico 1 – Diffusione della certificazione BiomassPlus: numero di certificati

certificazione BiomassPlus

Con 141 certificati attivi a fine 2025, il marchio conferma una crescita solida e strutturale. Alla base di questo trend si trova una maggiore consapevolezza di utilizzatori e amministrazioni verso la sostenibilità ambientale e l’efficienza degli impianti, benefici che dipendono direttamente dalla qualità del combustibile scelto.

La certificazione BiomassPlus si è quindi diffusa come standard di riferimento, per tre motivi:

  1. Rendimento e manutenzione degli apparecchi. L’uso di biocombustibile conforme alla norma ISO 17225 è spesso indicato nei libretti di uso e manutenzione di stufe e caldaie. Seguire queste linee guida assicura massime prestazioni dagli apparecchi, evitando depositi o corrosioni.
  2. Incentivazione. La certificazione è diventata il “requisito d’accesso” per gli incentivi statali. Senza un combustibile tracciato e certificato, non è possibile beneficiare di rimborsi o detrazioni fiscali (come il Conto Termico 3.0, per l’acquisto di una nuova stufa), rendendo la scelta di qualità un investimento che si ripaga velocemente.
  3. Qualità dell’aria. L’obbligo si sposta sul piano normativo in alcune aree geografiche, in cui l’utilizzo di combustibile certificato è imposto per legge. In questi contesti, la certificazione non è più opzionale, ma necessaria per operare in piena conformità con le restrizioni ambientali locali.

Non tutti i “documenti di qualità” hanno lo stesso valore: è fondamentale distinguere tra una semplice attestazione e una certificazione di sistema. Mentre la prima è riferita a un singolo campione, la certificazione garantisce il controllo costante del processo produttivo. Questo rigore permette alla biomassa di entrare in ambiti più esigenti del riscaldamento domestico, come ad esempio quello alimentare. I requisiti tecnici di legna e bricchette certificate BiomassPlus, tra cui l’uso di legno vergine e la totale assenza di carie o muffe, contribuiscono al soddisfacimento degli adempimenti HACCP nell’ambito della ristorazione.

Proprio questa capacità di rispondere a esigenze diversificate ha generato fiducia nel mercato, favorendo una diffusione sempre più capillare del marchio della certificazione BiomassPlus lungo la penisola. I certificati oggi attivi sono distribuiti prevalentemente tra le regioni del Centro e del Nord Italia, con una segmentazione che vede la prevalenza del cippato (55%), seguito dalla legna da ardere (39%) e dalle bricchette (6%). L’operatività del marchio ha inoltre superato i confini nazionali, con aziende già certificate in Ungheria, Croazia e Bosnia, garantendo così l’applicazione degli stessi standard qualitativi anche sui materiali provenienti dall’estero. Questa dinamicità rappresenta le potenzialità per uno sviluppo futuro: la distribuzione non ancora uniforme su tutto il territorio definisce nuove opportunità di espansione.

Figura 1 – Certificati BiomassPlus attivi

Certificazione BiomassPlus

Grafico 2 – Certificati per tipologia di combustibile

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Ad ogni classe il suo mercato

Il sistema di certificazione, recependo la norma ISO 17225, prevede la suddivisione nelle classi di qualità A1, A2 e B. A queste, il marchio BiomassPlus aggiunge la classe A1+, che fissa più rigorosi standard qualitativi. La caratteristica principale di questa categoria è il basso contenuto di umidità, ottenuto tramite un processo di essiccazione artificiale.

La legna da ardere si posiziona quasi interamente nella fascia alta del mercato. Più dell’80% della legna certificata, infatti, ricade in classe A1 o A1+, e ha un destino prettamente domestico, passando per la grande distribuzione organizzata o venduta sfusa dai grandi rivenditori direttamente al consumatore. L’utilizzo di combustibile caratterizzato da un basso grado di umidità è la scelta perfetta da abbinare ai moderni impianti, garantendo un’elevata efficienza energetica, una combustione più pulita e una minore produzione di residui ed emissioni. Il 14% della legna certificata in classe B, solitamente, è destinata ad una stagionatura interna alla filiera di vendita, per poi essere certificata e venduta all’utilizzatore finale in classe A1 o superiore.

Grafico 3 – Legna da ardere prodotta nelle classi di qualità BiomassPlus

certificazione BiomassPlus

Per quanto riguarda il cippato, il 35% del prodotto certificato appartiene alla classe A1 ed è destinato alle caldaie domestiche di piccola taglia (< 35 kW). La classe B rappresenta invece circa la metà dei volumi certificati BiomassPlus e trova impiego in impianti di dimensioni maggiori, come quelli per il riscaldamento di grandi edifici, piccole reti di teleriscaldamento o sistemi industriali di media potenza. Nel contesto nazionale, il marchio ha acquisito un peso rilevante: escludendo i grandi impianti ad oggi vincolati alla certificazione di sostenibilità, il 23% del cippato consumato in Italia risulta certificato BiomassPlus (Dati dal Rapporto Statistico 2025).

Grafico 4 – Cippato prodotto nelle classi di qualità BiomassPlus

I servizi di AIEL alle aziende

Per individuare i rivenditori certificati BiomassPlus, è possibile consultare il portale AIELfinder per una ricerca geolocalizzata sul territorio.

Se sei un’azienda e desideri approfondire i servizi dedicati ai produttori di biomasse, scrivi a gppb.aiel@cia.it. Per informazioni tecniche o per avviare l’iter di certificazione, il contatto di riferimento è biomassplus.aiel@cia.it. Il team tecnico è a tua disposizione.