Qualità dell’aria e biomasse: controlli, formazione e buone pratiche nel Piano nazionale

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Dalle azioni trasversali al Protocollo AIEL: monitoraggi, innovazione tecnologica e uso corretto degli impianti domestici al centro della strategia per ridurre le emissioni e promuovere una filiera della biomassa più efficiente e consapevole

L’Autore di questo articolo è Stefania Crotta, Direttore generale programmi e incentivi finanziari (PIF) del Mase-Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica

Per potenziare l’efficacia delle misure nazionali e regionali nel settore dei trasporti e del riscaldamento civile previste dal Piano d’Azione per il miglioramento della qualità dell’aria (PAA 2025-2027), sono stati stanziati 50 milioni di euro in un programma di controlli. Il programma prevede l’introduzione di tecnologie innovative per monitorare la circolazione dei veicoli più inquinanti e degli impianti a biomassa obsoleti.

Inoltre, per accelerare la transizione verso tecnologie più pulite nel settore della biomassa legnosa e migliorare l’efficacia dei controlli, è stata proposta la stipula di un Protocollo d’Intesa tra istituzioni, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), le Regioni e l’Associazione Italiana Energie Agroforestali (AIEL). Questo protocollo mira a rafforzare l’impegno per la riduzione delle emissioni di PM10 e PM2.5 provenienti dal riscaldamento domestico, promuovendo generatori ad alte prestazioni, biocombustibili certificati e buone pratiche di utilizzo.

Obiettivi prioritari del Protocollo di Intesa

Il Protocollo di Intesa si pone una serie di obiettivi prioritari finalizzati al miglioramento della qualità dell’aria e alla promozione di tecnologie più efficienti nel settore del riscaldamento civile a biomassa.

1. Tavolo di confronto permanente

Uno degli obiettivi principali consiste nell’attivazione di un tavolo di confronto permanente tra tutte le parti coinvolte. Questo spazio di dialogo continuo permette di affrontare congiuntamente le problematiche emergenti, condividere soluzioni operative e monitorare l’avanzamento delle attività previste dal protocollo.

2. Controlli e formazione degli operatori

Il protocollo prevede un intervento mirato su aspetti complessi, quali l’implementazione di controlli efficaci sugli impianti e la formazione degli operatori del settore. L’attenzione verso questi temi garantisce che il personale sia adeguatamente preparato per gestire le tecnologie innovative, assicurando la conformità alle normative e la sicurezza degli impianti.

3. Promozione della crescita e della consapevolezza

Al fine di favorire il progresso del settore, il protocollo si impegna a promuovere la crescita e la consapevolezza di tutte le categorie coinvolte, includendo cittadini, istituzioni e aziende. Questa iniziativa mira a diffondere informazioni, sensibilizzare sulle buone pratiche e stimolare la partecipazione attiva di ogni soggetto interessato.

4. Uso corretto degli impianti domestici

Infine, viene incoraggiato l’uso corretto degli impianti domestici, promuovendo comportamenti responsabili e consapevoli. Attraverso attività di informazione e formazione, si intende garantire che gli impianti siano utilizzati in modo efficiente e sicuro, contribuendo alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualità dell’aria.