Caro energia e tensioni internazionali: le biomasse legnose restano una delle fonti più stabili e competitive per il riscaldamento

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Le tensioni geopolitiche fanno impennare i prezzi dei combustibili fossili e riaccendono il caro energia. Secondo AIEL, le biomasse legnose restano una soluzione stabile e competitiva per il riscaldamento: a gennaio 2026 il pellet costa circa 96 €/MWh, meno di gas naturale e gasolio. Ancora più convenienti legna da ardere e cippato, grazie alla filiera locale e alle risorse forestali italiane

Le biomasse legnose rappresentano una soluzione energetica stabile e competitiva per il riscaldamento al riparo dal caro energia. Lo confermano i dati AIEL, presentati oggi, in un contesto energetico di particolare complessità, che vede però le biomasse legnose competitive ed efficaci. L’escalation militare in Medio Oriente sta generando forti turbolenze sui mercati energetici internazionali. La volatilità registrata negli ultimi giorni – con aumenti dei futures sul gas fino al 60% in sole 48 ore – conferma quanto il mercato resti estremamente sensibile agli sviluppi geopolitici, con effetti immediati sulle bollette di famiglie e imprese.

In questo contesto di forte incertezza, i dati più recenti raccolti da AIEL confermano come le biomasse legnose rappresentino una soluzione energetica stabile e competitiva per il riscaldamento. Le rilevazioni indicano che a gennaio 2026 il prezzo medio nazionale del pellet certificato ENplus® A1 si attestava a 6,9 euro per sacco da 15 kg, in aumento rispetto al gennaio 2025 del 27% (circa 1,5 €/sacco) ma ancora competitivo rispetto ai prezzi precedenti al rally degli ultimi giorni dei combustibili fossili. Considerando il costo dell’energia primaria, produrre 1 MWh termico con pellet comporta una spesa di circa 96 €/MWh, inferiore sia al prezzo di gennaio del gas naturale (107 €/MWh) sia al gasolio da riscaldamento (136 €/MWh).

Ancora più vantaggiose risultano le altre biomasse legnose. La legna da ardere si attesta mediamente intorno a 67 €/MWh, mentre il cippato di legno, grazie alla filiera locale e all’ampia disponibilità di materia prima, resta il combustibile più economico sul mercato, con un costo di circa 32 €/MWh. Si tratta di valori che evidenziano come le biomasse legnose possano offrire una risposta concreta non solo in termini ambientali, ma anche economici, contribuendo a contenere la spesa energetica per famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni.

«Le tensioni geopolitiche di queste settimane dimostrano ancora una volta quanto sia rischioso dipendere in misura così elevata da fonti fossili», osserva Marco Bussone, Presidente di AIEL. «Le biomasse legnose rappresentano una risorsa rinnovabile, disponibile sul territorio e capace di rafforzare la sicurezza energetica del Paese, riducendo l’esposizione dell’Italia alle crisi internazionali. AIEL lo ha ribadito a Progetto Fuoco e anche al Key Energy, chiedendo massimo impegno al Governo e al Parlamento per il settore, per tutte le filiere, imprese e utilizzatori».

Secondo AIEL, il rafforzamento della filiera forestale nazionale rappresenta uno degli elementi chiave per valorizzare questo potenziale. Le foreste italiane coprono oggi oltre 11 milioni di ettari, pari a quasi il 40% del territorio nazionale, una superficie raddoppiata negli ultimi cinquant’anni. Nonostante questo patrimonio in crescita, il livello di utilizzo delle risorse forestali rimane molto inferiore alla media europea. Il tasso di prelievo forestale in Italia è stimato tra il 18% e il 37% dell’incremento annuo, contro una media europea di circa il 73%, mentre solo il 15,3% delle superfici forestali è oggi interessato da piani di gestione forestale strutturati.