Bioenergy Europe ha inviato una lettera alla Commissione UE chiedendo che la bioenergia venga riconosciuta come pilastro della strategia energetica, industriale e climatica europea. Il settore evidenzia il contributo della bioenergia alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla flessibilità del sistema energetico, alla decarbonizzazione e alla competitività industriale. Tra le richieste: maggiore stabilità normativa, investimenti e piena integrazione nelle politiche europee
Le bioenergie devono essere riconosciute come uno dei pilastri della strategia europea per la sicurezza energetica, la competitività industriale e la decarbonizzazione. È questo il messaggio contenuto nella lettera inviata da Bioenergy Europe alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ai Commissari europei competenti per energia, clima, agricoltura, industria e ambiente.
Il documento, firmato dal Board di Bioenergy Europe, Associazione che rappresenta oltre 5.000 imprese attive lungo tutta la filiera della biomassa in più di 20 Paesi europei, richiama l’attenzione delle istituzioni europee sulla necessità di rafforzare l’autonomia energetica dell’Unione in un contesto internazionale caratterizzato da instabilità geopolitica e volatilità dei mercati energetici.
La vulnerabilità energetica dell’Europa
Le recenti crisi geopolitiche hanno evidenziato ancora una volta la forte esposizione dell’Europa alle interruzioni delle forniture di combustibili fossili, con conseguenze dirette per famiglie, imprese e competitività industriale. Per questo motivo è necessario accelerare la transizione energetica senza compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti e la sostenibilità economica.
Nella lettera si sostiene l’importanza della strategia europea di elettrificazione dei consumi, considerata un passaggio necessario per il raggiungimento degli obiettivi climatici. Tuttavia, si sottolinea come l’elettrificazione, da sola, non sia sufficiente a garantire la resilienza del sistema energetico europeo, soprattutto nei comparti dove la sostituzione diretta dei combustibili fossili risulta più complessa.
La bioenergia rappresenta, infatti, una soluzione complementare in grado di fornire energia programmabile e stoccabile, contribuendo alla stabilità delle reti elettriche, alla riduzione dei picchi di domanda e alla diminuzione della dipendenza europea dalle materie prime critiche necessarie per altre tecnologie energetiche.
Riscaldamento e trasporti ancora dipendenti dai fossili
Uno dei punti centrali portato all’attenzione della Commissione europea riguarda il ritardo dei settori del riscaldamento e dei trasporti nella diffusione delle energie rinnovabili, evidenziando come questi comparti siano ancora fortemente dipendenti da gas e petrolio importati e quindi particolarmente esposti alle oscillazioni dei prezzi internazionali e ai rischi geopolitici.
Nel 2023, le fonti rinnovabili hanno raggiunto il 45% dei consumi elettrici europei, mentre il loro contributo si è fermato al 26% nel riscaldamento e raffrescamento e all’11% nei trasporti.
Inoltre, pur rappresentando già oggi la principale fonte rinnovabile nei settori termico, la bioenergia si caratterizza per un ampio potenziale inutilizzato che potrebbe contribuire a rafforzare la resilienza energetica europea, riducendo la dipendenza dalle importazioni fossili.
I vantaggi strategici della bioenergia
Nella lettera sono riportati i cinque principali contributi che la bioenergia può offrire alla strategia europea.
Sicurezza energetica e resilienza
Secondo i dati Eurostat, il 96,4% della bioenergia è di origine europea, mentre la quota restante deriva da filiere di approvvigionamento diversificate. Questo rende la bioenergia uno strumento importante per ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni di combustibili fossili e dall’instabilità dei mercati internazionali.
Flessibilità del sistema energetico
La bioenergia è una fonte in grado di garantire continuità e flessibilità nella produzione di energia elettrica e calore, supportando la stabilità delle reti e integrandosi con le fonti rinnovabili non programmabili come eolico e fotovoltaico, soprattutto nei periodi invernali.
Decarbonizzazione e gestione del carbonio
Le biomasse sono fondamentali nello sviluppo delle tecnologie di cattura e rimozione della CO₂, come il BECCS (Bioenergy with Carbon Capture and Storage) e il biochar. Queste soluzioni potrebbero contribuire alla decarbonizzazione dei settori industriali difficili da elettrificare e della produzione di carburanti sostenibili per l’aviazione.
Competitività industriale
L’industria europea della bioenergia è leader mondiale nello sviluppo di tecnologie legate alla biomassa, con importanti ricadute economiche e occupazionali lungo le filiere industriali e agricole continentali.
Gestione sostenibile delle risorse
Infine, si richiama il contributo della bioenergia alla valorizzazione dei sottoprodotti agricoli e forestali, alla gestione sostenibile delle foreste e all’adattamento climatico, sottolineando come esista ancora un significativo potenziale sostenibile non pienamente utilizzato.
Le richieste alla Commissione europea
La lettera si conclude con la formulazione di precise richieste alla Commissione europea affinché la bioenergia venga pienamente integrata nelle politiche climatiche, energetiche e industriali dell’Unione.
In particolare, si chiede:
- maggiore stabilità normativa e coerenza tra i diversi strumenti legislativi europei, come RED, EUDR e Tassonomia;
- il riconoscimento del ruolo strategico della bioenergia e delle rimozioni di carbonio da biomassa nelle strategie di decarbonizzazione e sicurezza energetica;
- l’accelerazione degli investimenti e della diffusione delle tecnologie alimentate a bioenergia nei settori del riscaldamento, dei trasporti e dell’industria;
- un approccio pragmatico e basato sul principio di sussidiarietà, che permetta agli Stati membri di adattare le politiche alle specificità nazionali in materia energetica, forestale e agricola.
Un appello condiviso dall’industria europea
La lettera è stata sottoscritta dai rappresentanti delle principali associazioni, fra cui AIEL, e aziende europee della bioenergia, provenienti da diversi Paesi membri.
Secondo Bioenergy Europe, la bioenergia rappresenta già oggi una soluzione disponibile, scalabile e concreta per sostenere la transizione energetica europea. Per questo motivo, il pieno inserimento della bioenergia nel quadro politico europeo sarà fondamentale per rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione, raggiungere gli obiettivi climatici e mantenere la competitività industriale europea nel lungo periodo.
