Con il Conto Termico 3.0, l’accumulo termico è sempre obbligatorio per tutte le caldaie a biomassa certificate EN 303-5. Per generatori fino a 500 kW è richiesto almeno un puffer da 20 litri per ogni kW di potenza. Il rispetto del volume minimo, però, non basta: l’accumulo deve essere correttamente dimensionato in base al sistema edificio-impianto per garantire efficienza, continuità di funzionamento e accesso agli incentivi
Nel percorso di accesso agli incentivi del Conto Termico 3.0 per gli impianti a biomassa, uno degli aspetti più chiari, che al contempo sta generando più di qualche dubbio interpretativo, riguarda il tema dell’accumulo termico.
Negli ultimi mesi molte imprese hanno evidenziato incertezze operative su quando il puffer sia obbligatorio, come debba essere dimensionato e quali siano le condizioni richieste dal GSE per l’ammissibilità degli interventi.
Per fare chiarezza, abbiamo predisposto un approfondimento tecnico riservato alle aziende associate, sviluppato sulla base delle regole applicative del Conto Termico e dei chiarimenti emersi nel confronto con il GSE.
L’accumulo termico è obbligatorio per le caldaie EN 303-5
Il punto centrale da chiarire è che, ai fini dell’accesso al Conto Termico 3.0, il sistema di accumulo termico è sempre obbligatorio per tutte le caldaie a biomassa certificate EN 303-5.
Per i generatori con potenza nominale fino a 500 kW, le regole applicative prevedono inoltre un requisito minimo pari a 20 litri di accumulo per ogni kW di potenza termica del generatore. Si tratta di un requisito spesso sottovalutato o interpretato in modo incompleto, ma che rappresenta un elemento essenziale per l’ammissibilità dell’intervento incentivato.
Non basta il volume minimo: conta il corretto dimensionamento
Il semplice rispetto del valore minimo non è però sufficiente. Le regole del Conto Termico richiedono infatti che l’accumulo venga progettato in funzione delle caratteristiche del sistema edificio-impianto, con l’obiettivo di garantire una reale funzione di compensazione del carico e ridurre i cicli di accensione e spegnimento del generatore.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per i generatori a caricamento manuale, dove un accumulo sottodimensionato può compromettere sia le prestazioni dell’impianto sia la conformità ai requisiti incentivanti.
Un approfondimento tecnico riservato alle aziende associate
Per supportare le imprese nella corretta progettazione degli interventi e nella gestione delle pratiche incentivanti, AIEL ha predisposto un documento tecnico dedicato che approfondisce:
- riferimenti normativi;
- criteri di dimensionamento;
- casi particolari (solare termico e impianti ibridi);
- necessità di garanzia;
- accumuli integrati e sistemi “tank in tank”;
- requisiti documentali;
- documentazione probatoria per il mantenimento in opera.
L’approfondimento completo è disponibile in area riservata (GAD, GCB, GIMIB, RIVENDITORI) per le aziende associate.

