Sul tavolo PNIEC, incentivi e soluzioni immediate contro il caro energia
Nella foto da sinistra: Alessandro Pretolani, Adriacoke; Marco Bussone, presidente di AIEL; Tiziana Barili, F.lli Barili srl; Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica; Stefano Lanciotti, Windhager Italia srl; Marco Palazzetti, Palazzetti spa
Nel pieno di una fase segnata da tensioni geopolitiche e dalla volatilità dei prezzi dell’energia, il tema della sicurezza e dei costi energetici torna al centro del confronto con il Governo. È in questo contesto che oggi al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, una delegazione di imprenditori di AIEL-Associazione Italiana Energie Agroforestali, guidata dal Presidente Marco Bussone e dalla Direttrice generale Annalisa Paniz, ha incontrato il Ministro Gilberto Pichetto Fratin. Al centro del confronto, il ruolo della filiera legno-energia e le principali leve di politica energetica: dal PNIEC al sistema degli incentivi, fino alle misure a sostegno di famiglie e imprese. In particolare AIEL ha portato all’attenzione del Ministro tre priorità strategiche del settore.
È forte la necessità di riconoscere pienamente il ruolo delle biomasse legnose all’interno del PNIEC, in particolare nel settore termico, dove rappresentano una soluzione già matura e diffusa. Con un patrimonio forestale di oltre 11 milioni di ettari, sottoutilizzato rispetto alla media europea, si potrebbe dare un grande contributo alla sicurezza energetica nazionale e allo sviluppo socio-economico dei territori.
«Nel mix energetico italiano, le biomasse legnose hanno un ruolo definito: una risorsa nazionale, disponibile e programmabile, che entra a pieno titolo nella transizione energetica con un contributo immediato, fondamentale in questo momento in cui è urgente ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas naturale ed è importante sostenere le fasce sociali più esposte alla povertà energetica», ha affermato nel corso dell’incontro il Presidente Marco Bussone.
Secondo tema centrale della discussione, infatti, anche il costo dell’energia e l’impatto sociale delle crisi geopolitiche. In Italia circa 2,2 milioni di famiglie si trovano in condizioni di povertà energetica, un dato che rende ancora più urgente l’adozione di misure efficaci e immediate. In questo contesto, AIEL ha ribadito la necessità di rendere strutturale la riduzione dell’IVA sul pellet al 10%, evidenziando come questa misura favorisca l’accesso al riscaldamento per le fasce più vulnerabili.
Il terzo e ultimo nodo affrontato riguarda il rinnovo del parco impiantistico. Circa l’80% degli oltre 8,8 milioni di generatori a biomassa legnosa installati in Italia è costituito da tecnologie obsolete, responsabili della quasi totalità delle emissioni del settore. «Il problema non è il nuovo installato, ma il vecchio che resta in esercizio», ha sottolineato la direttrice Paniz. «Il turnover tecnologico è la priorità assoluta per migliorare la qualità dell’aria, sostenuto da strumenti come il Conto Termico 3.0, che devono però garantire continuità e certezza normativa per il comparto residenziale».
«Serve una visione integrata e stabile», ha concluso Marco Bussone. «La filiera legno-energia può contribuire in modo immediato alla sicurezza energetica, alla decarbonizzazione e alla competitività del Paese. Ma per farlo è necessario un quadro normativo chiaro, strumenti di sostegno efficaci e una piena valorizzazione di una risorsa che l’Italia ha già, ed è pronta a mettere a sistema».

