La Lombardia vuole valorizzare i propri boschi. Il ruolo della filiera legno-energia

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Filiera corta, certificazioni e sostenibilità: il legno-energia entra nella legge forestale lombarda

La Regione Lombardia ha avviato un percorso legislativo di ampio respiro finalizzato alla valorizzazione della biomassa legnosa, alla promozione della gestione forestale attiva e sostenibile e allo sviluppo delle filiere agroforestali, riconoscendo al patrimonio boschivo un ruolo strategico per la sicurezza del territorio, la transizione ecologica e lo sviluppo delle economie locali.

AIEL ha partecipato attivamente al tavolo di lavoro e al confronto istituzionale e tecnico che ha portato alla definizione di una proposta normativa che riconosce, tra gli altri elementi, il valore della filiera legno-energia come componente strutturale della gestione forestale sostenibile.

Gestione attiva del bosco e filiere locali: un cambio di paradigma

La proposta di legge (PDL n. 158) depositata in Consiglio parte dall’assunto che il bosco è un bene comune di rilevante interesse pubblico, la cui tutela passa attraverso una sua gestione attiva, pianificata e sostenibile. L’abbandono e la frammentazione fondiaria vengono individuati come fattori di rischio ambientale, idrogeologico ed economico, mentre la gestione coordinata dei territori agro-silvo-pastorali è indicata come strumento essenziale di prevenzione e valorizzazione territoriale.

In particolare, lo sviluppo di robuste filiere forestali, incluse quelle energetiche, è riconosciuto come leva fondamentale per rendere economicamente sostenibile la gestione del bosco, favorendo al contempo l’occupazione locale e il presidio del territorio.

Riconoscimento della filiera energetica: qualità dei biocombustibili e sostenibilità ambientale

Di particolare interesse è l’articolo 22, comma 1, lettera d) della proposta di legge, che inserisce la filiera energetica tra i pilastri della valorizzazione forestale regionale.

Il testo prevede che, nella produzione di biocombustibili legnosi – quali cippato, legna da ardere e pellet –sia privilegiata la filiera corta, e richiama inoltre un doppio binario di requisiti:

  • sostenibilità, quando i biocombustibili sono destinati a impianti energetici di grandi dimensioni, in conformità al D.lgs. 199/2021, alla Direttiva RED III e al c.d. DM Sostenibilità;
  • qualità, quando i prodotti sono destinati al consumo domestico.

Questo approccio consente di tenere insieme obiettivi ambientali, energetici e di tutela del consumatore, rafforzando il legame tra gestione forestale, utilizzo efficiente della risorsa e benefici per i territori.

Per quanto riguarda il consumo domestico, la proposta di legge valorizza il ruolo delle certificazioni di qualità come strumento di garanzia per l’utente finale e di qualificazione dell’offerta. Tra queste rientrano, ad esempio, gli schemi BiomassPlus per il cippato di legno e la legna da ardere, che assicurano requisiti prestazionali, tracciabilità e riduzione delle emissioni.

Sul fronte della sostenibilità, il riferimento normativo è invece al DM Sostenibilità, che disciplina l’uso energetico delle biomasse legnose in coerenza con il quadro europeo e nazionale, assicurando che l’energia prodotta da legno contribuisca in modo effettivo alla decarbonizzazione e alla gestione responsabile delle risorse forestali.

Un risultato importante per la filiera e per i territori

L’inserimento esplicito della filiera legno-energia all’interno di una proposta di legge organica sulla gestione forestale rappresenta un passo avanti significativo per il settore. Per AIEL, che ha partecipato al processo di elaborazione legislativa portando le istanze del comparto, si tratta di un risultato concreto, che rafforza il ruolo del legno-energia all’interno delle politiche regionali su foreste, energia e clima.

Il percorso legislativo è ancora in evoluzione, ma la direzione è chiara: valorizzare il bosco lombardo attraverso filiere locali, sostenibili e certificate, in cui il legno-energia svolge un ruolo riconosciuto e regolato, a beneficio dell’ambiente e delle comunità.

Il tutto, in coerenza con le indicazioni già emerse recentemente anche nel Tavolo Filiera Legno del MASAF, di cui abbiamo parlato in questo articolo.