L’uso a cascata del legno rappresenta un principio fondamentale per garantire la gestione sostenibile delle risorse forestali e favorire lo sviluppo economico locale
L’approccio dell’uso a cascata del legno permette di ottimizzare ogni parte della biomassa legnosa, valorizzando le risorse umane locali e creando opportunità occupazionali nelle filiere del legno.

Legna da ardere: un settore trainante
In Italia, circa il 70% del legname prelevato è destinato alla produzione di legna da ardere, pari a oltre 10,8 milioni di metri cubi su un totale di 15,4 milioni. Questa attività rappresenta una risorsa economica cruciale, consentendo di valorizzare i boschi cedui e gli scarti delle lavorazioni forestali.
Le certificazioni come FSC® e PEFC garantiscono una gestione responsabile delle risorse, assicurando la sostenibilità della filiera e la tutela dell’ambiente.
Energia e calore: il ruolo delle biomasse legnose
Le biomasse legnose possono contribuire in modo significativo alla produzione di energia rinnovabile. Gli impianti di cogenerazione ad alta efficienza, abbinati a reti di teleriscaldamento, rappresentano un’opportunità concreta per la transizione ecologica. Questo modello permette di:
- Ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.
- Garantire stabilità e programmabilità energetica.
- Migliorare il bilancio del carbonio, favorendo la decarbonizzazione.
Sicurezza energetica e decarbonizzazione
Una gestione forestale sostenibile può supportare il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione Europea per il 2030 e il 2050. La filiera agroforestale italiana, se adeguatamente orientata e sostenuta, potrebbe evitare l’importazione di oltre 10 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, contribuendo alla sicurezza energetica nazionale.
Comunicazione e statistiche: la necessità di dati certificati
Per promuovere una narrazione positiva sulla gestione forestale sostenibile, è fondamentale investire in campagne informative e nel miglioramento delle statistiche ufficiali. Disporre di dati certi sulle biomasse forestali consente di fissare obiettivi realistici e supportare le decisioni politiche e industriali.
Le 10 misure per una filiera sostenibile
Per sviluppare ulteriormente la produzione di energia da biomasse senza entrare in competizione con altri utilizzi del legno, è necessario adottare una serie di misure operative, attivando contestualmente linee politiche d’intervento:
1. Istituire un tavolo interministeriale permanente tra il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy al fine di garantire la condivisione e il coordinamento delle politiche che riguardano le filiere industriali ed energetiche collegate al settore forestale, anche attraverso una specifica attività di ricerca, formazione e innovazione.
2. Ridefinire il ruolo delle biomasse legnose nella strategia energetica del Paese, sia per quanto attiene la produzione di energia termica, sia elettrica in cogenerazione.
3. Istituire un Osservatorio sulle biomasse forestali e gli usi energetici al fine di poterne monitorare le destinazioni d’uso, il valore e la qualità.
4. Sostenere le imprese boschive per investimenti e formazione grazie all’impiego dei fondi previsti dai Contratti di Filiera del PNRR e dalla PAC al fine di contrastare i processi di abbandono, chiusura, invecchiamento e mancato ricambio generazionale. È necessario supportare le imprese boschive, nonché le aziende di prima trasformazione, nei processi di meccanizzazione attraverso una formazione professionale degli operatori, puntare al consolidamento e alla nascita di nuove imprese forestali, promuovendo la realizzazione di piattaforme logistico-commerciali a scala regionale.
5. Sviluppare e sostenere la gestione forestale sostenibile, responsabile e certificata aumentando il ricorso alla pianificazione.
6. Adottare un approccio responsabile e realistico nell’utilizzo delle risorse forestali, privilegiando l’uso a cascata ogni qualvolta questo sia tecnicamente ed economicamente possibile.
7. Realizzare filiere locali e territoriali per massimizzare i benefici socioeconomici e ambientali, soprattutto nei territori interni e zone montane: creazione di valore aggiunto e occupazione, incremento del potere di acquisto, sostegno alla realizzazione di moderni impianti tecnologici, promozione e attuazione di comunità energetiche rinnovabili termiche ed elettriche, maggiore sicurezza nell’approvvigionamento energetico, riduzione delle emissioni climalteranti.
8. Dimensionare gli impianti a “misura di filiera” ossia in stretta connessione con le disponibilità di approvvigionamento sostenibile offerte dal territorio e dal contesto specifico.
9. Promuovere le filiere virtuose basate sulla qualità, legalità e tracciabilità delle biomasse combustibili e sulla qualità ed efficienza degli impianti tecnologici al fine di utilizzare efficientemente le biomasse forestali, privilegiando la produzione di calore ed energia in cogenerazione ad alto rendimento, anche in impianti industriali e commerciali, o in abbinamento a reti di teleriscaldamento/raffrescamento e a servizio di comunità energetiche locali, evitando il ricorso a impianti dissipativi.
10. Garantire il supporto economico e i relativi sussidi limitatamente a impianti energetici con una filiera virtuosa, che risponde ai criteri di uso sostenibile delle risorse forestali al fine di promuovere le filiere a essi collegate e le comunità energetiche rinnovabili; ciò con riguardo sia ai nuovi impianti a biomasse, sia agli impianti esistenti.

Conclusione
L’uso a cascata del legno rappresenta una strategia vincente per valorizzare il patrimonio forestale italiano. Attraverso una gestione responsabile, certificazioni di qualità e il sostegno delle istituzioni, è possibile trasformare il settore forestale in un motore di sviluppo economico e ambientale, garantendo al contempo la tutela delle risorse naturali per le future generazioni.