E se il bosco fosse la chiave per rilanciare l’economia dei piccoli Comuni?

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Produrre calore rinnovabile, creare occupazione, sviluppare il turismo e garantire nuovi servizi ai cittadini. Si può fare con la cooperativa di comunità

E se ci fosse un modo per generare economia dal bosco, produrre calore sostenibile e creare nuove opportunità di lavoro e servizi nei piccoli Comuni? È la sfida che stanno affrontando i Comuni montani, territori nei quali oltre il 50% della superficie è ricoperta da boschi. Un patrimonio straordinario che può diventare il motore di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale.

L’idea è quella di costituire una cooperativa di comunità, un’organizzazione nella quale cittadini, imprese e realtà locali collaborano per valorizzare le risorse del territorio e rispondere ai bisogni della popolazione.

A differenza di un’impresa tradizionale, una cooperativa di comunità non punta soltanto a generare attività economiche, ma anche a reinvestire il valore prodotto a beneficio della comunità, contribuendo a creare occupazione, mantenere servizi e contrastare lo spopolamento.

Il bosco può diventare il punto di partenza di questo modello: dalla produzione di energia termica rinnovabile alla valorizzazione del legno in prodotti durevoli, fino al turismo e alla cura del territorio.

Un progetto ambizioso che potrebbe offrire una prospettiva nuova a tanti piccoli Comuni italiani, trasformando una risorsa naturale in benessere condiviso.

Ma come può funzionare concretamente? E quali opportunità può offrire una cooperativa di comunità ai territori forestali?

Se ne è parlato durante una trasmissione di TRG, alla quale ha partecipato anche AIEL, approfondendo il progetto di Scheggia e Costacciaro, due borghi medioevali in provincia di Perugia, e le potenzialità della filiera bosco-legno-energia.

Guarda la trasmissione completa e scopri il progetto 👇