Mercato italiano del pellet: vendite 2025 in crescita e consumi oltre 3 milioni di tonnellate

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Nel 2025 il mercato italiano del pellet cresce sensibilmente: vendite in forte aumento e consumi stimati oltre 3 milioni di tonnellate. Aumentano produttori e certificazioni ENplus, con l’Italia terza al mondo per imprese certificate e produzione record vicina a 500.000 tonnellate. Prezzi in rialzo e tensioni negli approvvigionamenti evidenziano la necessità di rafforzare la collaborazione tra gli attori della filiera

Dalle elaborazioni su un campione significativo, composto da 129 aziende italiane certificate ENplus® che nel 2025 hanno commercializzato complessivamente 1.435.000 tonnellate di pellet, pari a circa il 45% dell’intero mercato nazionale, uno dei dati più significativi riguarda l’andamento delle vendite nel 2025. Le prime dieci aziende per volume di vendita sul mercato italiano hanno registrato un incremento molto marcato, pari al +23,4% rispetto al 2024. Ampliando l’analisi a un campione più esteso di 116 aziende, la crescita rimane comunque rilevante, con un aumento delle vendite del 13,9% nel 2025 rispetto all’anno precedente.

Va ricordato che vendite e consumo non coincidono necessariamente: il loro disaccoppiamento può dipendere da fenomeni di sell-in e sell-out legati alla presenza di scorte presso i rivenditori, o direttamente presso i consumatori finali. Tuttavia, nel contesto attuale è plausibile ritenere che il forte rialzo dei prezzi sia accompagnato da livelli ridotti di stock, e che le vendite si traducano in consumi in breve tempo.

Sebbene i dati siano ancora preliminari, è quindi plausibile ritenere che nel 2025 il consumo italiano di pellet abbia nuovamente superato la soglia dei 3 milioni di tonnellate.

Stime di consumo più precise verranno consolidate nel corso dei prossimi mesi, quando saranno disponibili i valori definitivi dei “gradi giorno”, ossia l’indicatore che misura il fabbisogno di riscaldamento in base alle temperature registrate durante la stagione invernale. Questo parametro, unitamente ai dati sugli stock e sull’andamento delle vendite di apparecchi domestici alimentati a pellet, consente di stimare in modo più accurato il consumo teorico nazionale di pellet.

Figura 1 – Distribuzione geografica delle aziende certificate ENplus® in Italia

Mercato italiano del pellet

Italia terza al mondo per numero di produttori certificati

L’andamento delle certificazioni ENplus® in Italia mostra una crescita continua, fin dall’introduzione dello schema di certificazione nel mercato nazionale. A fine 2025 risultavano validi 143 certificati ENplus® con codice italiano: il numero di certificati supera quello delle aziende certificate (129 imprese) perché alcune di esse possiedono sia la certificazione da produttori sia quella da distributori.

Grafico 1 – Andamento delle certificazioni ENplus® in Italia

Mercato italiano del pellet

Un aspetto particolarmente significativo è che le certificazioni ENplus® tendono a consolidarsi e durare nel tempo: il numero di certificati revocati rimane estremamente limitato e non mostra neppure quell’aumento progressivo che sarebbe fisiologico al crescere del numero complessivo di certificazioni emesse.

Di particolare interesse è il fatto le certificazioni mostrino dinamiche differenti tra produttori e distributori. Da diversi anni, infatti, il numero di nuovi certificati tra i produttori cresce più rapidamente, in proporzione al totale delle imprese del segmento, rispetto a quanto avviene tra i distributori.

Per questi ultimi il mercato sembra aver raggiunto una sorta di equilibrio dinamico, con un numero che oscilla attorno agli 80 distributori certificati – comunque ancora in lieve crescita nel tempo.

Diversa è invece la situazione dei produttori: dopo un forte incremento registrato tra il 2023 e il 2024, la crescita prosegue anche nel 2025: i produttori certificati ENplus® toccano quota 58, posizionando l’Italia al terzo posto a livello mondiale per numero di produttori certificati ENplus®, poco dietro a Germania (60) e Polonia (84), nonostante il divario produttivo che ancora sconta l’Italia in valori assoluti.

Grafico 2 – Paesi con più produttori certificati ENplus®

Mercato italiano del pellet

Cresce anche la produzione nazionale

L’aumento dei produttori certificati si riflette, come prevedibile, anche nella crescita della produzione nazionale di pellet: negli ultimi anni la produzione italiana certificata ENplus® è passata da circa 288.000 tonnellate stimate nel 2020 a 431.663 tonnellate nel 2025, segnando un incremento molto significativo.

Il solo 2025 ha registrato un aumento del 19,6% rispetto al 2024, quando la produzione certificata si era fermata a 360.845 tonnellate. Se a questo dato si aggiunge una quota di produzione da parte di aziende non certificate, stimata empiricamente pari al 15% di quella certificata, la produzione complessiva nazionale si avvicina alle 500.000 tonnellate, un record storico per l’Italia.

Questo volume consente alla produzione domestica di coprire circa il 15% del consumo nazionale di pellet, un valore percentuale che potrebbe aumentare in anni caratterizzati da un consumo nazionale meno elevato.

Filiere di approvvigionamento e flussi d’import

Particolarmente interessante è l’analisi delle aree di approvvigionamento del pellet destinato al mercato italiano, che conferma il peso molto rilevante del mercato italiano a livello internazionale: nel 2025 quasi un produttore certificato ENplus® su tre, a livello mondiale, ha commercializzato pellet in Italia tramite distributori italiani certificati.

Il Brasile continua a rappresentare una fonte di approvvigionamento in crescita, nonostante il marcato rallentamento legato all’introduzione dei dazi trumpiani.

Parallelamente, emerge una dinamica interessante in relazione ai flussi d’import dall’Austria: all’aumentare delle tensioni di mercato, cresce anche l’export austriaco verso l’Italia, ma diminuisce contestualmente la quota di pellet austriaco commercializzato attraverso operatori italiani. Questo indica che, quando i prezzi aumentano, i produttori austriaci tendono a organizzare consegne dirette verso il mercato italiano, gestendo autonomamente le relazioni commerciali con i rivenditori territoriali.

Questo dimostra come i trader nazionali svolgano un ruolo fondamentale nella regolazione del mercato: quando questo meccanismo si incrina e gli approvvigionamenti iniziano a prescindere dai trader nazionali, in breve tempo si instaurano dinamiche di prezzo fortemente rialziste.

Prezzi in aumento e necessità d’un patto di filiera

Un ultimo elemento riguarda l’andamento dei prezzi dell’energia. Le rilevazioni AIEL condotte a settembre 2025 e gennaio 2026 mostrano che i prezzi dei combustibili fossili come gas naturale e gasolio sono rimasti relativamente stabili, mentre il pellet ha registrato aumenti significativi, tanto da generare in alcune aree del Paese malumori che sono stati rilanciati dalle cronache locali.

L’andamento dei prezzi e le sue ripercussioni sul mercato devono essere letti insieme ai dati relativi ai canali di vendita del pellet: nel campione analizzato, la grande distribuzione organizzata rappresenta circa un terzo delle vendite, la vendita diretta ai consumatori finali incide per circa il 15%, mentre il 52% delle vendite passa ancora attraverso il canale tradizionale della rivendita.

Grafico 3 – Canali di vendita del pellet

Mercato italiano del pellet

Le tensioni sui prezzi e le difficoltà di approvvigionamento indicano quanto sia ancora necessario migliorare le relazioni di filiera, non solo dal punto di vista logistico ma anche commerciale, informativo ed educativo. Il rafforzamento delle relazioni tra produttori e distributori e i rivenditori territoriali, così come una maggiore informazione nei confronti dei consumatori finali, sembra infatti quantomai necessario per superare la ciclicità delle tensioni di mercato.

Infatti, in un contesto di prezzi crescenti la massimizzazione del margine individuale – pur legittima per ogni operatore economico – può tradursi in una distruzione collettiva del valore della filiera: prezzi troppo elevati, calo della domanda e un mercato che diventa instabile e poco remunerativo nel medio periodo.

Analisi avanzate per il Gruppo Pellet

Molte altre analisi sono disponibili per le aziende che aderiscono al Gruppo Pellet AIEL: dall’evoluzione delle linee di confezionamento, alle analisi sui consumi famigliari, incrociate con i pattern geografici di geografica (distinguendo tra Nord-Ovest, Nord-Est, Centro-Sud e Isole).

Ulteriori approfondimenti riguardano anche la materia prima utilizzata per la produzione del pellet italiano, in termini di specie legnose e distinzione tra biomassa forestale e residui industriali (segatura).

Un focus specifico è dedicato alla qualità del pellet, alle modalità di distribuzione (sacchi, sfuso), e ai canali di vendita (Grande Distribuzione e canale tradizionale dei Rivenditori).

Per maggiori informazioni sul Gruppo Pellet, scrivi a favero.aiel@cia.it