Fabbisogni e politiche del settore forestale: il confronto al Tavolo di Filiera del Legno

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Gestione attiva, filiere, certificazioni e governance: i principali temi emersi dal Tavolo istituito presso il MASAF

Il Tavolo di Filiera del Legno, istituito presso il MASAF e a cui AIEL partecipa, è tornato a riunirsi alla fine del 2025 per condurre un’attenta ricognizione e discussione sui fabbisogni e sulle politiche del settore forestale italiano.

Il Tavolo di Filiera del Legno, istituito presso il MASAF e a cui partecipa anche AIEL, è tornato a riunirsi alla fine del 2025 per condurre un’attenta ricognizione e discussione sui fabbisogni e sulle politiche del settore forestale italiano.

Il confronto si è sviluppato a partire da un’analisi condotta dal CREA finalizzata all’individuazione delle attuali priorità e necessità della filiera forestale nazionale. L’obiettivo principale del Tavolo di filiera, come ha ricordato il Dott. Emilio Gatto, Direttore della Direzione Economia Montana e Foreste (DIFOR) del MASAF, sta infatti nell’individuazione di strumenti adeguati a sviluppare percorsi condivisi e utili a superare i limiti strutturali del settore.

In altre parole, compito del Tavolo è definire strategie operative e concrete per affrontare le criticità settoriali, individuando modalità di lavoro comuni che possano essere successivamente tradotte in proposte concrete.

Il quadro evidenzia progressi recenti (aumento delle superfici pianificate, certificazioni, ruolo degli incentivi), ma anche criticità strutturali persistenti.

Tra queste, sono state richiamate la frammentazione fondiaria, le difficoltà di accesso ai boschi, la perdita di tradizioni selvicolturali, la limitata meccanizzazione, i prezzi non remunerativi, la forte dipendenza dalle importazioni. E ancora: mancanza di marchi di qualità tecnica, e limitata valorizzazione del legno nazionale, disinformazione e ridotte competenze imprenditoriali, scarsa pianificazione privata, debole integrazione tra gestione forestale e industria, dimensioni ridottissime (1-2 addetti) di molte imprese forestali, procedure autorizzative complesse, assenza di programmazione, situazione di forte difficoltà delle segherie (anche nel contesto europeo).

Dagli interventi degli oltre 25 partecipanti al Tavolo è emerso un ampio consenso sulla necessità di rafforzare la gestione forestale sostenibile, aumentare la pianificazione, consolidare le filiere regionali, migliorare il coordinamento istituzionale Stato-Regioni e passare rapidamente da analisi a soluzioni operative. Centrale è anche il tema della comunicazione: occorre aggiornare la narrazione pubblica sul bosco, chiarendo che la gestione attiva e il prelievo sostenibile sono strumenti di tutela ambientale, resilienza climatica e sviluppo economico.

Il Tavolo ministeriale, partecipato dalle principali associazioni del settore, si conferma la migliore sede di governance per definire strategie condivise e concrete, da tradurre in proposte operative e politiche coordinate con le Regioni.

Al termine della discussione, è stata evidenziata la complessità delle tematiche emerse, in particolare quelle relative allo sviluppo del comparto produttivo di base, alla gestione forestale, alla frammentazione fondiaria e alla necessità di consolidare i collegamenti tra produzione, industria della trasformazione e utilizzatori finali. L’auspicio comune, e l’impegno della DIFOR, è la prosecuzione del percorso di ascolto delle organizzazioni professionali, rappresentanze di categoria, enti di ricerca e stakeholder, al fine di individuare priorità operative da condividere con le Regioni e tutti i necessari interlocutori per la definizione e la gestione delle migliori politiche settoriali.

Proponiamo di seguito una breve sintesi dei principali temi emersi, mentre in questo articolo entriamo nel merito dei contenuti, analizzando nel dettaglio le questioni operative legate alla pianificazione forestale, all’approvvigionamento interno, all’integrazione delle filiere, alle certificazioni e agli strumenti di politica economica necessari per rafforzare il comparto forestale nazionale.

Pianificazione e gestione forestale

  • Incremento delle superfici con piani di gestione (20%, ma ancora sotto la media UE).
  • Necessità di rafforzare pianificazione, gestione sostenibile, prevenzione e resilienza climatica.
  • Criticità delle proprietà private frammentate e “silenti”.

Filiere e approvvigionamento

  • Debolezza dell’approvvigionamento nazionale e scarsa integrazione con l’industria.
  • Rafforzamento delle filiere regionali e dei contratti di filiera.
  • Ruolo strategico dei Cluster e dell’associazionismo forestale.

Certificazioni e qualità

  • Importanza di PEFC/FSC e sviluppo di certificazioni di prodotto e strutturali.
  • Valorizzazione del “Made in Italy” del legno e tracciabilità.
  • Integrazione tra certificazioni di gestione, prodotto, sostenibilità ed energia.

Politiche economiche e incentivi

  • Efficacia degli incentivi (PNRR, fondi forestali) e necessità di strumenti stabili e pluriennali.
  • Coinvolgimento del sistema creditizio e riconoscimento della valenza economica del settore.
  • Crediti di carbonio e servizi ecosistemici come opportunità strategiche.

Normativa e governance

  • Esigenza di semplificazione normativa e coordinamento tra livelli istituzionali.
  • Criticità applicative collegate alla Rete Natura 2000 e necessità di evitare vincoli eccessivamente rigidi.

Comunicazione e formazione

  • Necessità di un piano nazionale di comunicazione sulla filiera forestale.
  • Promozione dell’uso del legno italiano (edilizia, energia, biomateriali).
  • Formazione, ricambio generazionale e potenziamento delle competenze tecniche.

Innovazione e ricerca

  • Digitalizzazione, osservatori di mercato e strumenti informativi condivisi.